Terzo assuntore — Un terzo mette i soldi per la procedura: come funziona l'assuntore nella liquidazione cont

IL CASO.

Un lavoratore dipendente del teramano, poco più che quarantenne, con un’esposizione debitoria di 313.298 euro. Il suo patrimonio: un immobile stimato 16.186 euro e un’automobile che, essendo gravata da un fermo amministrativo iscritto dall’agente della riscossione locale, ha di fatto valore di liquidazione pari a zero — perché nessuno compra un mezzo che non può circolare.

Lo stipendio, circa 1.668 euro al mese, era già decurtato del quinto in forza di un’ordinanza di assegnazione emessa a definizione di un pignoramento presso terzi, oltre a un’ulteriore trattenuta.

Le ragioni di quei 313.000 euro stanno in una condizione di salute, e vale la pena dirlo perché è la parte che il Tribunale ha considerato decisiva. Per anni il nostro assistito ha convissuto con una dipendenza da sostanze stupefacenti. Ne sono seguiti ricoveri ospedalieri, anche in reparto psichiatrico, e lunghi periodi di recupero in comunità terapeutica, documentati agli atti della procedura. In quegli anni ha dovuto abbandonare le attività commerciali che aveva avviato, che sono state tutte chiuse, e i debiti — in gran parte verso il fisco e gli enti previdenziali — sono nati dal bisogno di liquidità legato a quella condizione.

Il gestore della crisi lo ha attestato e il Collegio ne ha preso atto: sulla formazione del debito ha inciso in maniera preponderante la malattia, non una scelta imprudente. Oggi quella persona è tornata a lavorare come dipendente. È la ragione per cui una procedura come questa ha senso.

L’ITER DELLA PROCEDURA.

Assistito dall’Avv. Berardo Di Ferdinando, il nostro cliente ha chiesto l’apertura della liquidazione controllata. Il piano prevedeva la vendita dell’immobile e il versamento di 12.984 euro da trarsi dallo stipendio.

Ma c’è un elemento che rende questo caso diverso dagli altri, e che merita di essere spiegato perché è poco conosciuto: una parte delle somme destinate ai creditori sarebbe stata versata per il tramite di un terzo assuntore. L’assuntore è una persona estranea alla procedura — spesso un familiare, a volte un conoscente — che si impegna a mettere a disposizione del ceto creditorio denaro proprio. Non è tenuta a farlo e non ci guadagna nulla: interviene perché quel contributo rende il piano sostenibile e consente al debitore di uscirne.

È uno strumento che vale la pena considerare in tutte le situazioni in cui il patrimonio del debitore, da solo, non basta a rendere la procedura conveniente per i creditori.

LA SOLUZIONE.

Il Tribunale di Teramo ha dichiarato aperta la liquidazione controllata e ha dichiarato non opponibile alla procedura l’ordinanza di assegnazione emessa nel pignoramento presso terzi, disponendo che le somme tornino alla procedura per essere ripartite fra tutti i creditori. Ha inoltre determinato in 1.468 euro al mese la somma che resta al ricorrente per vivere, con obbligo di versare al liquidatore ogni eccedenza.

Su 313.298 euro di debiti, i creditori riceveranno il ricavato di una casa da sedicimila euro, poco meno di tredicimila euro dallo stipendio e quanto verserà l’assuntore. Il resto — oltre 280.000 euro — trascorsi tre anni dall’apertura potrà rientrare nella liberazione dai debiti con l’esdebitazione.

Per scaricare la sentenza di apertura della procedura di liquidazione controllata, clicca qui

Domande frequenti

Cos’è il terzo assuntore?

È una persona estranea alla procedura, spesso un familiare, che si impegna a mettere a disposizione dei creditori denaro proprio, senza esservi tenuta. Il suo contributo può rendere sostenibile la procedura quando il patrimonio del debitore, da solo, non basta.

Una dipendenza da sostanze è colpa grave?

Non di per sé. Qui il gestore della crisi ha attestato, e il Tribunale di Teramo ne ha preso atto, che sulla formazione dei debiti aveva inciso in modo preponderante la malattia, non una scelta imprudente.

Quanto resta dello stipendio?

La parte che il giudice ritiene necessaria al mantenimento (art. 268 co. 4 lett. b CCII): qui 1.468 euro al mese. L’ordinanza di assegnazione sul quinto dello stipendio è stata dichiarata non opponibile alla procedura.

La tua situazione può avere una via d’uscita

Se il tuo patrimonio da solo non basta, l’aiuto di un familiare disposto a intervenire può rendere possibile una procedura che altrimenti non lo sarebbe. Ogni posizione va valutata sui documenti.

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Avv. Berardo Di Ferdinando — dal 2016 si occupa in via prevalente di sovraindebitamento e crisi d’impresa. Master universitario di II livello in gestione della crisi d’impresa e da sovraindebitamento; iscritto agli elenchi dei gestori della crisi presso il Ministero della Giustizia.
Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2026.

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