Rottamazione quinquies o sovraindebitamento: una persona davanti a un bivio con due cartelli, Rottamazione e Sovraindebitamento

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Rottamazione quinquies o sovraindebitamento? La rottamazione toglie sanzioni e interessi da una parte delle cartelle, ma chiede di pagare tutto il resto; le procedure di sovraindebitamento guardano invece a tutti i debiti, anche quelli con banche e finanziarie, e possono ridurre anche la somma da restituire (L. 199/2025, art. 1 commi 82-101; D.Lgs. 14/2019, artt. 67 e 268). E non sempre bisogna scegliere: la legge permette di far entrare la rottamazione dentro il piano di una procedura.

In breve. La rottamazione quinquies riguarda solo le cartelle affidate alla Riscossione dal 2000 al 2023 per imposte dichiarate e non versate e per contributi INPS, e non quelle nate da un accertamento. Si paga tutto il capitale, senza sanzioni e interessi, anche in 54 rate fino al 2035. Dalla domanda non partono nuovi pignoramenti e quelli in corso si fermano, ma solo per quelle cartelle. Le procedure del Codice della crisi, invece, prendono tutti i debiti, possono prevedere un pagamento parziale e si chiudono con la liberazione dai debiti. Chi è in una ristrutturazione dei debiti o in un concordato minore può far rientrare la rottamazione nel piano, pagando anche meno, con i tempi decisi nell’omologazione.

Chi ha cartelle e anche un prestito, una carta revolving o un mutuo che non riesce più a pagare se lo chiede spesso: «aderisco alla rottamazione, o apro una procedura?». E se ha già aderito: «continuo a pagare le rate, o cambio strada?».

Sono domande giuste, e la risposta dipende da come sono fatti i tuoi debiti. Vediamo che cosa fa ciascuna strada, che cosa succede ai pignoramenti e quando le due strade si possono percorrere insieme.

Chi può ancora scegliere la rottamazione quinquies

Per le cartelle dello Stato e dell’INPS la domanda si doveva presentare entro il 30 aprile 2026 (L. 199/2025, art. 1 comma 86): oggi la scelta riguarda chi ha già aderito e si chiede se continuare. Chi ha pagato regolarmente è arrivato alla terza rata, che scade il 30 novembre 2026; che cosa succede se una rata salta lo spieghiamo nell’articolo sulla rata della rottamazione quinquies non pagata.

Per i debiti di Regioni e Comuni, invece, la porta è aperta adesso. Se il tuo ente ha aderito, la domanda si presenta solo online dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026; le somme da pagare arrivano entro il 28 febbraio 2027 e la prima rata scade il 31 marzo 2027 (L. 113/2026). Quali enti hanno aderito e come si fa domanda lo trovi nell’articolo sui Comuni aderenti alla rottamazione quinquies.

Che cosa copre la rottamazione, e che cosa lascia fuori

La rottamazione quinquies riguarda le cartelle affidate all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 per imposte risultanti dalle dichiarazioni e non versate, e per contributi INPS non versati. Restano fuori quelle nate da un accertamento (art. 1 comma 82). Su queste cartelle non paghi sanzioni, interessi e aggio, ma paghi per intero il capitale e le spese di notifica e di procedura. Puoi pagare in una volta o fino a 54 rate ogni due mesi, con l’ultima il 31 maggio 2035 e un interesse del 3% l’anno (commi 83 e 84).

Tutto il resto rimane com’è: le cartelle da accertamento, quelle affidate dopo il 2023, i debiti con banche, finanziarie, condominio e fornitori. E qui sta il primo punto da guardare: se la rottamazione sistema una parte piccola dei tuoi debiti, le rate che paghi non fermano tutto il resto, che intanto continua a crescere.

Rottamazione quinquies e pignoramenti: che cosa si ferma davvero

Su questo punto in rete si leggono versioni diverse. La legge è chiara (art. 1 comma 91). Dal giorno della domanda, e solo per i debiti che rientrano nella rottamazione, non possono partire nuovi pignoramenti, e quelli già avviati non vanno avanti, salvo che si sia già tenuta la prima asta con esito positivo. Non si possono iscrivere nuovi fermi dell’auto o nuove ipoteche, ma quelli già iscritti restano. Con il pagamento della prima rata, poi, i pignoramenti già avviati si estinguono, con la stessa eccezione della prima asta già riuscita (comma 94). La stessa Agenzia delle entrate-Riscossione lo conferma nella risposta n. 4 delle sue domande frequenti del 18 settembre 2026.

La legge parla di procedure esecutive senza distinguere: quindi anche il pignoramento dello stipendio, della pensione o del conto, se riguarda cartelle comprese nella rottamazione. Due limiti però vanno tenuti presenti. Il blocco non tocca i debiti rimasti fuori, né quelli con banche e finanziarie. E se la rottamazione si perde, perché non paghi due rate o l’ultima, la riscossione riprende: possono partire nuovi pignoramenti e quelli che erano fermi possono proseguire (comma 95).

Che cosa fanno le procedure di sovraindebitamento

Le procedure del Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019) mettono insieme tutti i debiti: Fisco, INPS, banche, finanziarie, condominio, fornitori. Con la ristrutturazione dei debiti del consumatore o con il concordato minore si propone un piano che può pagare i creditori anche solo in parte (art. 67 comma 1 CCII). Anche i creditori privilegiati, come il Fisco, possono essere pagati in misura ridotta, se ricevono almeno quanto otterrebbero dalla liquidazione dei beni (art. 67 comma 4 CCII). Su richiesta del debitore, il giudice può fermare i pignoramenti di tutti i creditori fin dall’apertura (artt. 70 comma 4 e 78 comma 2 lett. d) CCII).

Con la liquidazione controllata i pignoramenti si fermano con la sentenza di apertura (artt. 150 e 270 CCII) e, trascorsi tre anni, si può ottenere la liberazione dai debiti rimasti non pagati (art. 282 CCII). Chi non ha nulla da offrire, nemmeno in futuro, può chiedere la liberazione dai debiti anche senza procedura, una volta sola (art. 283 CCII). Come vengono trattate le cartelle dentro queste procedure lo spieghiamo nell’articolo sui debiti con l’Agenzia delle Entrate e le cartelle.

Rottamazione quinquies o sovraindebitamento: il confronto

Rottamazione quinquies Procedure di sovraindebitamento
Quali debiti solo alcune cartelle 2000-2023 (imposte dichiarate e contributi INPS) tutti i debiti, con tutti i creditori
Quanto si paga tutto il capitale, senza sanzioni e interessi anche solo una parte, secondo il piano o quello che si ricava dai beni
Pignoramenti si fermano solo per le cartelle comprese si possono fermare per tutti i creditori
Serve il giudice no, basta la domanda online sì, con l’aiuto dell’Organismo di composizione della crisi
Come finisce debito estinto pagando tutte le rate liberazione dai debiti, alle condizioni di legge
Se non paghi perdi il beneficio e il debito torna intero dipende dalla procedura e dal piano omologato

Rottamazione quinquies nel piano del consumatore: quando non bisogna scegliere

C’è una norma che pochi conoscono. Nella rottamazione possono entrare anche le cartelle comprese in una ristrutturazione dei debiti del consumatore o in un concordato minore, con la possibilità di pagarle anche ridotte, con i tempi e nei modi decisi nel provvedimento di omologazione (L. 199/2025, art. 1 comma 96). In pratica il debitore non deve rinunciare ai vantaggi della rottamazione per entrare in una procedura: le due strade possono stare dentro lo stesso piano.

È uno spazio che va costruito bene, perché il piano deve tenere conto di tutti i creditori e deve reggere i conti. Ma vuol dire che chi ha aderito alla rottamazione e si accorge di non farcela con il resto dei debiti non ha per forza buttato quello che ha fatto.

Quando conviene l’una e quando l’altra

La rottamazione è di solito la strada giusta quando i debiti sono quasi tutti cartelle che rientrano nella misura, e la rata è davvero sostenibile per otto anni e mezzo, anche nei mesi difficili. Funziona bene per chi ha un reddito stabile e pochi altri debiti.

Una procedura di sovraindebitamento serve quando i creditori sono tanti, quando le cartelle sono solo una parte del problema, oppure quando anche la rata della rottamazione non si riesce più a pagare. In questi casi pagare la rottamazione a costo di saltare il mutuo o il prestito spesso sposta solo il problema. Se invece hai debiti con un solo creditore privato, a volte basta un accordo: ne parliamo nell’articolo saldo e stralcio o sovraindebitamento.

Fra le due c’è la terza via, quella del comma 96: entrare in una procedura portando dentro la rottamazione. Quale sia la scelta giusta lo dicono i numeri: quanto pesano le cartelle sul totale, quanto guadagni, quanto spendi per vivere, che cosa possiedi. Conviene farlo prima di saltare una rata, non dopo.

Domande frequenti su rottamazione quinquies o sovraindebitamento

Ho aderito alla rottamazione: posso comunque aprire una procedura di sovraindebitamento?

Sì. Le procedure del Codice della crisi comprendono tutti i debiti, cartelle comprese. E se la procedura è una ristrutturazione dei debiti o un concordato minore, la rottamazione può entrare nel piano, con pagamento anche ridotto (L. 199/2025, art. 1 comma 96).

La rottamazione blocca il pignoramento dello stipendio?

Sì, se il pignoramento riguarda cartelle comprese nella rottamazione: dalla domanda le procedure esecutive già avviate non proseguono, e con il pagamento della prima rata si estinguono (L. 199/2025, art. 1 commi 91 e 94). Per gli altri debiti il pignoramento continua.

Se perdo la rottamazione, che cosa succede ai pignoramenti?

La riscossione riprende: possono partire nuovi pignoramenti e quelli che erano fermi possono proseguire. Quello che hai già versato vale come acconto sul debito originario (L. 199/2025, art. 1 comma 95).

La rottamazione toglie anche il capitale?

No. Toglie sanzioni, interessi e aggio, ma il capitale e le spese di notifica e di procedura vanno pagati per intero (L. 199/2025, art. 1 comma 82). Una procedura di sovraindebitamento può invece prevedere il pagamento anche di una sola parte (art. 67 CCII).

Posso ancora fare domanda di rottamazione?

Per le cartelle dello Stato e dell’INPS no: il termine era il 30 aprile 2026. Per i debiti di Regioni e Comuni sì, dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, se il tuo ente ha aderito (L. 113/2026).

Serve un avvocato per una procedura di sovraindebitamento?

La domanda si presenta al tribunale con l’aiuto dell’Organismo di composizione della crisi, che nomina un gestore. L’avvocato prepara il ricorso, ricostruisce i debiti e costruisce il piano con te.

Da dove si comincia

Avere cartelle e altri debiti insieme non è una colpa, e non sei l’unico: è la situazione più comune fra chi ci scrive. La legge ha previsto strade diverse proprio perché i casi sono diversi, e quasi sempre una strada c’è. Quello che conviene evitare è aspettare, perché una rata saltata o un pignoramento in più riducono le possibilità. Nel primo colloquio guardiamo insieme le cartelle, la comunicazione delle somme della rottamazione se l’hai ricevuta, e gli altri debiti, e ti diciamo quale strada conviene, con quali tempi e quali costi. Guardare non impegna a nulla.

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Avv. Berardo Di Ferdinando — dal 2016 si occupa in via prevalente di sovraindebitamento e crisi d’impresa. Master universitario di II livello in gestione della crisi d’impresa e da sovraindebitamento; iscritto agli elenchi dei gestori della crisi presso il Ministero della Giustizia.
Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2026.

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