Comuni aderenti alla rottamazione quinquies: la piazza di un piccolo comune con il municipio

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Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 si può chiedere la rottamazione quinquies anche per i debiti con il Comune e con la Regione, come IMU, TARI, bollo auto e multe stradali, ma solo se l’ente ha aderito e se quei debiti sono stati affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023 (D.L. 38/2026, art. 10-quinquies, conv. dalla L. 88/2026). L’elenco dei Comuni aderenti alla rottamazione quinquies è stato pubblicato il 25 settembre 2026: sono circa 1.500, e in provincia di Teramo sono cinque.

Molte persone hanno, accanto alle cartelle del Fisco, un cassetto di avvisi del Comune: una TARI di qualche anno fa, l’IMU di una casa ereditata, qualche multa che col tempo è cresciuta. Fino a oggi la rottamazione non li toccava. Adesso può, ma non per tutti: dipende dal Comune in cui si hanno i debiti. Vediamo chi ha aderito, che cosa si risparmia, come si fa la domanda e che cosa conviene fare se il proprio Comune non c’è.

I Comuni aderenti alla rottamazione quinquies

L’Agenzia delle entrate-Riscossione ha pubblicato sul suo sito l’elenco completo degli enti che le hanno comunicato l’adesione entro il 31 luglio 2026. Ci sono 1.461 Comuni, alcune Province e Città metropolitane e cinque Regioni: Basilicata, Campania e Lazio, e poi Puglia e Umbria, che però hanno aderito soltanto per il bollo auto.

In provincia di Teramo hanno aderito i Comuni di Controguerra, Corropoli, Giulianova, Martinsicuro e Silvi. Il Comune di Teramo e la Regione Abruzzo non compaiono nell’elenco: per il bollo auto in Abruzzo, quindi, questa rottamazione non c’è. Nel resto della regione hanno aderito, fra gli altri, i Comuni di Pescara, Chieti, L’Aquila e Avezzano, e appena oltre il Tronto quelli di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto.

Per sapere se il tuo è fra i Comuni aderenti alla rottamazione quinquies basta cercarlo nell’elenco sul sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. Conta il Comune che ti ha mandato l’avviso, non quello in cui abiti oggi: se hai una multa presa a Giulianova e vivi a Teramo, per quella multa la rottamazione si può chiedere.

Che cosa si risparmia: tasse locali e multe non sono uguali

Per IMU, TARI, bollo auto e gli altri tributi si applicano le regole della rottamazione quinquies della legge di bilancio 2026: si paga il debito vero e proprio e le spese, senza le sanzioni, gli interessi e l’aggio della riscossione. Su debiti vecchi di dieci o quindici anni la differenza può essere molto forte.

Per le multe stradali e le altre sanzioni amministrative che non sono tasse la regola è diversa, e conviene saperlo prima. La multa in sé si paga per intero: il risparmio riguarda solo gli interessi, comunque si chiamino, e l’aggio. Su una multa rimasta ferma per anni, però, gli interessi possono aver superato l’importo iniziale, e toglierli non è poco.

Restano fuori, in ogni caso, i debiti nati da condanne della Corte dei conti.

Come e quando si fa la domanda

La domanda si presenta all’Agenzia delle entrate-Riscossione dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, per via telematica. Le istruzioni saranno pubblicate entro il 15 ottobre, e da quel giorno, nell’area riservata del sito, si potranno vedere i carichi che si possono rottamare.

Entro il 28 febbraio 2027 l’Agenzia comunica quanto si deve pagare. Si può pagare tutto insieme entro il 31 marzo 2027, oppure a rate, fino a un massimo di cinquantaquattro rate ogni due mesi, con un interesse del 3% l’anno dal 1° aprile 2027.

Le regole sulla decadenza sono le stesse della rottamazione delle cartelle: si perde tutto se non si paga l’unica rata, se non si pagano due rate anche non di seguito, o se non si paga l’ultima. In quel caso quanto versato vale come acconto, il debito torna intero con sanzioni e interessi, riprendono le azioni di recupero e quei debiti non si possono più rateizzare. Le spieghiamo con calma nell’articolo sulla rata della rottamazione quinquies non pagata.

Il mio Comune non è nell’elenco: che cosa posso fare

Se il tuo Comune non c’è, i motivi possono essere due, e cambiano molto le cose.

Il primo è che il Comune ha scelto di non aderire. In quel caso, per i debiti che ha affidato all’Agenzia delle entrate-Riscossione, questa rottamazione non si può chiedere.

Il secondo è che il Comune non si serve dell’Agenzia per riscuotere: incassa da solo, oppure si affida a una società privata di riscossione. Per questi debiti la legge di bilancio 2026 permette a ciascun ente di decidere una propria definizione agevolata, con regole sue. Vale la pena guardare sul sito del Comune o chiedere all’ufficio tributi se una delibera c’è.

Quando la rottamazione non basta: le procedure di sovraindebitamento

La rottamazione riguarda solo una parte dei debiti, e solo quelli di certi enti. Chi ha anche prestiti, carte, un mutuo o debiti con fornitori, o chi semplicemente non riesce a sostenere nemmeno le rate agevolate, rischia di rottamare una parte e restare schiacciato dal resto.

Le procedure del Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019) guardano invece all’insieme dei debiti, tributi locali compresi. Con la ristrutturazione dei debiti del consumatore o il concordato minore si propone un piano che può prevedere il pagamento di una parte soltanto dei debiti. Con la liquidazione controllata i pignoramenti si fermano e, alla fine, si può ottenere la liberazione dai debiti rimasti non pagati.

Sulle multe va detta una cosa con onestà: le sanzioni amministrative che non accompagnano una tassa restano fuori dalla liberazione dai debiti (art. 278 co. 7 CCII). Ne parliamo nell’articolo su multe e sanzioni nel sovraindebitamento e in quello sui debiti che restano dopo l’esdebitazione. Per chi ha molte multe, quindi, la rottamazione del Comune e una procedura del Codice della crisi non sono alternative: possono lavorare insieme.

Domande frequenti sulla rottamazione dei debiti con il Comune

Il mio Comune ha aderito: la rottamazione vale per tutti i miei debiti con lui?

Vale per i debiti che il Comune ha affidato all’Agenzia delle entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Quelli affidati dopo, o riscossi dal Comune per conto suo o da una società privata, restano fuori.

Posso rottamare il bollo auto in Abruzzo?

No. La Regione Abruzzo non compare nell’elenco degli enti che hanno aderito.

Nella multa rottamata pago meno della multa?

No. Per le multe il risparmio riguarda solo gli interessi e l’aggio; la sanzione si paga per intero.

Ho già aderito alla rottamazione delle cartelle: posso fare anche questa?

Sì, sono domande diverse: quella delle cartelle riguarda i debiti col Fisco e con l’INPS, questa i debiti con il Comune e la Regione. Si presenta tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026.

Se il Comune non ha aderito, i miei debiti con lui possono entrare in una procedura di sovraindebitamento?

Sì. Nelle procedure del Codice della crisi entrano i debiti verso tutti i creditori, Comuni compresi, secondo le regole di ciascuna procedura.

Da dove si comincia

Avere debiti con il Comune non dice niente di chi sei: spesso nascono da un anno difficile, da una casa ereditata, da una multa lasciata lì perché c’erano cose più urgenti. La rottamazione è un’occasione vera, ma solo se le rate si riescono a pagare fino in fondo. Nel primo colloquio guardiamo insieme gli avvisi e gli altri debiti, e ti diciamo se conviene rottamare, se conviene una procedura o se conviene fare tutte e due le cose, e in che ordine. Guardare non impegna a nulla.

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Avv. Berardo Di Ferdinando — dal 2016 si occupa in via prevalente di sovraindebitamento e crisi d’impresa. Master universitario di II livello in gestione della crisi d’impresa e da sovraindebitamento; iscritto agli elenchi dei gestori della crisi presso il Ministero della Giustizia.
Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2026.

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