Sanzioni amministrative nel sovraindebitamento

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Hai accumulato debiti e tra questi ci sono anche multe stradali, sanzioni INPS, cartelle dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione con sanzioni tributarie. Ti chiedi se anche questi importi possono essere cancellati con una procedura di sovraindebitamento. La risposta non è semplice come sembra, ma esiste — ed è più favorevole di quanto molti credano.

Vediamo cosa dice la legge e quali regole si applicano concretamente.


Il sovraindebitamento copre anche i debiti verso lo Stato?

Sì. Le procedure di sovraindebitamento previste dal D.Lgs. 14/2019 (Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza — CCII) si applicano a tutti i debiti del debitore, compresi quelli verso l’Erario, gli enti previdenziali e la pubblica amministrazione in generale.

Questo significa che cartelle esattoriali per IVA, IRPEF, contributi INPS, tributi locali, sanzioni tributarie: tutto entra nel perimetro della procedura. Il debitore non deve selezionare i creditori — il piano o la domanda di liquidazione riguardano l’intera massa debitoria.

Il punto critico, però, riguarda l’esdebitazione finale: non tutti i debiti inclusi nella procedura vengono automaticamente cancellati al termine.


Cosa dice l’art. 278 CCII sull’esdebitazione

L’art. 278 CCII, che disciplina l’esdebitazione nella liquidazione controllata (applicabile per analogia anche agli altri istituti del sovraindebitamento), stabilisce al co. 7 che restano escluse dall’esdebitazione:

  • le obbligazioni alimentari e di mantenimento;
  • le sanzioni penali e le sanzioni amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti (lett. b);
  • i debiti da risarcimento del danno per fatto illecito extracontrattuale commesso con dolo o colpa grave.

La norma contiene una distinzione fondamentale che vale la pena capire bene.


La regola dell’accessorietà: la chiave per le sanzioni

La lettura dell’art. 278, co. 7, lett. b) CCII introduce il criterio dell’accessorietà: una sanzione amministrativa (multa stradale, soprattassa tributaria, sanzione INPS) non viene esdebitata se non è accessoria a un debito principale che viene anch’esso estinto.

In pratica:

  • Se il debito principale (es. il tributo evaso, il contributo INPS non versato) viene incluso nella procedura e regolato (anche parzialmente con il piano), la sanzione accessoria segue la sorte del debito principale ed è anch’essa coperta dall’esdebitazione.
  • Se invece la sanzione è autonoma — cioè non collegata a un debito principale che viene estinto — resta in vita dopo la chiusura della procedura.

Questo significa che la maggior parte delle sanzioni tributarie iscritte a ruolo, essendo accessorie all’imposta, sono tendenzialmente esdebitabili. Le multe stradali pure, invece — che non sono accessorie ad alcun debito fiscale principale — restano a carico del debitore salvo diverso accordo nel piano.


Tabella: Sanzioni e sovraindebitamento — cosa succede

Tipo di debito/sanzione Incluso nella procedura? Esdebitabile?
Cartella esattoriale (IVA + sanzioni + interessi) Sì (sanzione accessoria al tributo estinto)
Sanzioni INPS per omesso versamento contributi Sì (accessoria al debito contributivo)
Multa stradale autonoma (non collegata a tributo) No (art. 278 co. 7 lett. b CCII)
Sanzione amministrativa per violazione codice del consumo No (se autonoma, non accessoria)
Soprattasse e interessi di mora su tributi Sì (accessori al tributo principale)
Debiti alimentari No No (esclusi ex lege)

Le multe stradali: sovraindebitamento o rottamazione quinquies?

Per le multe stradali la situazione è peculiare. Essendo sanzioni amministrative autonome, non vengono esdebitabili al termine della procedura. Tuttavia, possono comunque essere incluse nel piano di ristrutturazione o nel concordato minore con una proposta di pagamento parziale, che il tribunale può omologare anche senza il consenso dell’ente creditore in determinati casi.

In alternativa, se le cartelle per sanzioni stradali sono state affidate all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, è accessibile la rottamazione quinquies ex art. 1, co. 82 ss., L. 199/2025: si paga il capitale originario della multa più le spese di notifica, con stralcio degli interessi e dell’aggio.

I due strumenti non si escludono in modo assoluto, ma è necessario valutare caso per caso quale offre il miglior risultato concreto per il debitore.


Quando conviene fare una procedura di sovraindebitamento anche con sanzioni irredimibili

Anche se alcune sanzioni restano escluse dall’esdebitazione, una procedura di sovraindebitamento può comunque essere la scelta giusta. Il ragionamento è semplice: se il debitore ha debiti complessivi per 150.000 euro, di cui 10.000 sono multe stradali non esdebitabili, una liquidazione controllata o un piano di ristrutturazione gli permette di liberarsi degli altri 140.000 euro. Le sanzioni residue, a quel punto, sono gestibili.

L’errore frequente è rinunciare all’intera procedura perché una parte del debito non è cancellabile. La legge non richiede che tutto il debito venga azzerato: richiede che il debitore sia messo nelle condizioni di ricominciare.


Cosa fare adesso

Se hai debiti con lo Stato — tra cui cartelle esattoriali, sanzioni tributarie o contributi INPS non versati — è fondamentale una valutazione complessiva della tua situazione prima di scegliere lo strumento giusto. Non esiste una risposta valida per tutti: dipende dalla composizione del tuo debito, dalla tua situazione patrimoniale e reddituale, e dalla tipologia di procedura più adatta al tuo profilo.

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Avv. Berardo Di Ferdinando — Specialista in sovraindebitamento e crisi d’impresa. Studio Legale Di Ferdinando, Teramo — Pescara — Roma. Consulenze anche da remoto.

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