202012.21
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La normativa “Ristori” spiana la strada al nuovo Codice della Crisi

Il 18 Dicembre 2020 il Parlamento ha convertito in legge la normativa “Ristori”, accorpando quattro diversi decreti legge, emanati tra ottobre e novembre per fronteggiare l’emergenza Covid-19, a tutela della salute e a sostegno dei lavoratori e dei settori produttivi, e cioè il DL 137/2020, il DL 149/2020, il DL 154/2020 e il DL 157/2020.

Con grande sorpresa ma, soprattutto, favore, la legge di conversione ha di fatto spianato la strada ad alcune norme del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D. Lgs. 14/2019), la cui entrata in vigore è fissata ad oggi al 1° Settembre 2021, anticipando l’entrata in vigore di alcune di esse allo scopo di semplificare l’accesso alle procedure di sovraindebitamento per imprese e consumatori. attraverso la modifica, in più punti, della legge 3/2012.

Queste le principali novità, valide anche per le procedure pendenti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto “Ristori”:

  • nella definizione di “consumatore” va ricompresa la persona fisica che è anche socia di una società di persone, sempre che il sovraindebitamento riguardi soltanto i suoi debiti personali;
  • è soppressa la previsione secondo cui, relativamente ai tributi costituenti risorse proprie dell’Unione europea, all’IVA e alle ritenute operate e non versate, era possibile esclusivamente la dilazione del pagamento e non anche lo stralcio;
  • l’accordo di composizione della crisi della società produce i suoi effetti anche nei confronti dei soci illimitatamente responsabili;
  • i membri di una stessa famiglia (coniuge, parenti entro il quarto grado, affini entro il secondo, parti dell’unione civile e conviventi di fatto) possono presentare un’unica procedura per la risoluzione della crisi, sia se sono conviventi sia se il sovraindebitamento ha un’origine comune;
  • possono essere oggetto di falcidia o ristrutturazione anche i debiti derivanti da contratti di finanziamento con cessione del quinto, del trattamento di fine rapporto o della pensione nonché quelli derivanti da operazioni di prestito su pegno;
  • alla proposta di piano del consumatore e alla domanda di accordo di composizione della crisi va allegata una relazione dell’organismo di composizione della crisi, che deve evidenziare le cause dell’indebitamento, la diligenza del debitore nell’assumere le obbligazioni, le ragioni della sua incapacità di adempiere le obbligazioni assunte, la completezza e attendibilità della documentazione depositata, l’indicazione presunta dei costi della procedura;
  • sono previste sanzioni processuali per il creditore che ha colpevolmente determinato o aggravato la situazione di sovraindebitamento: non può presentare osservazioni al piano né opposizione o reclamo avverso l’omologa né far valere cause di inammissibilità che non derivino da comportamenti dolosi del debitore;
  • il debitore persona fisica “meritevole” che non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, nemmeno in prospettiva futura (cd. debitore incapiente), può accedere all’esdebitazione (ossia alla inesigibilità dei crediti insoddisfatti) una sola volta nella vita, fatto salvo l’obbligo di pagare il debito entro quattro anni dal decreto del giudice laddove sopravvengano utilità rilevanti (tra le quali non rientrano i finanziamenti in qualsiasi forma erogati) tali da soddisfare i creditori in misura non inferiore al 10 per cento.

Oltre ad ulteriori misure agevolative di natura fiscale e contributiva in favore delle fasce deboli, la nuova legge prevede inoltre lo stop, fino al 31 marzo 2021, a sequestri e pignoramenti nei territori terremotati del Centro Italia delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a partire dal 24 agosto 2016 (articolo 4-quater), con l’obiettivo di assicurare la concreta attuazione degli interventi per la riparazione e ricostruzione nonché per l’assistenza alla popolazione e la ripresa economica.

(Avv. Berardo Di Ferdinando)