201505.27
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Il Tribunale di Pesaro, rilevato il sospetto superamento della soglia di usura del solo tasso di interesse di mora di un contratto di mutuo fondiario, ammette C.T.U. contabile per la relativa verifica.


prima pagina ordinanza Trib. Pesaro Dott.ssa FazziniIl Tribunale civile di Pesaro
, nella persona del Giudice Dott.ssa Carla Fazzini, ha ammesso C.T.U. contabile, avendo rilevato il sospetto superamento del tasso soglia di usura in relazione ai soli interessi di mora di un contratto di mutuo fondiario. In particolare il Giudice ha precisato “…che il tasso soglia riguarda sia gli interessi corrispettivi che quelli moratori, e che la verifica del superamento del tasso soglia va fatta con riferimento sia agli interessi corrispettivi che a quelli moratori, autonomamente, senza sommare gli interessi tra loro posto che i due tassi sono pattuiti in via alternativa e non cumulativa“.

Il Giudice ha altresì rigettato l’eccezione della banca secondo cui il debitore non sarebbe stato legittimato a proporre opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. nei confronti della banca stessa, in quanto creditrice intervenuta e non procedente in una procedura espropriativa immobiliare. Secondo il Giudicante, sulla scia di un consolidato orientamento della Suprema Corte di Cassazione, “..La previsione del rimedio dell’opposizione distributiva, ex art. 512 cod. proc. civ., non esclude – anche anteriormente alla novella di cui al d.l. 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80 – che il debitore esecutato, il quale contesti l’esistenza o anche solo l’ammontare del credito di un creditore intervenuto, di cui si presume l’ammissione alla distribuzione, possa tutelarsi anche prima della suddetta fase attraverso lo strumento dell’opposizione all’esecuzione, di cui all’art. 615, secondo comma, cod. proc. civ., sussistendo in ogni momento dell’esecuzione il suo interesse a contestare l'”an” od il “quantum” di uno o più tra detti crediti, né rileva che, successivamente alla proposizione della relativa opposizione, il naturale sviluppo della procedura ne comporti il transito alla fase della distribuzione della somma ricavata, comprensiva anche di quanto ritualmente versato a seguito di ordinanza ammissiva di conversione.” (Cassazione Civile, Sez. 3, Sentenza n. 7108 del 09/04/2015).

Dalla lettura di questa ordinanza, può concludersi che:

- il debitore, anche se soggetto ad un pignoramento del suo immobile da parte di una banca, può sempre proporre opposizione nei confronti della stessa, anche se la banca rivesta la qualità di creditrice intervenuta e non procedente;

- il cliente della banca, il cui contratto di mutuo presenti un tasso di interesse (corrispettivo o moratorio) che, DA SOLO, sia superiore alla soglia di usura ratione temporis prevista al momento della sua stipula, può agire nei confronti della banca per far dichiarare la nullità parziale e l’usurarietà della relativa clausola, e quindi chiedere alla banca il rimborso di quanto versato a titolo di interessi, ai sensi dell’art. 1815, comma 2, del codice civile secondo cui se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi.

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