201201.23
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Liberalizzazioni?… per noi niente di nuovo.

Di recente, si è molto parlato e discusso (e lo si sta ancora facendo) sulle “novità” apportate dalle disposizioni di legge sulle cosiddette “Liberalizzazioni”. Per la categoria degli avvocati, la riforma ha toccato l’aspetto economico della professione forense, con particolare riguardo alle tariffe ed al rapporto con il cliente. Quanto alle tariffe, sono state aboliti i limiti minimi e massimi, anche se i primi erano stati già oggetto di pari riforma dalla legge Bersani. E’ stata inoltre imposta agli avvocati la redazione di un preventivo di spesa, da sottoporre al cliente volta per volta, con la specifica indicazione degli estremi della polizza assicurativa professionale per i danni a terzi.

Devo personalmente evidenziare che queste disposizioni normative non rappresentano, a mio parere, una novità per questo studio legale. Dal momento della sua fondazione, lo studio ha sempre prospettato ai suoi clienti la possibilità di richiedere un preventivo scritto. Molti preventivi sono stati redatti, sottoposti ai clienti, e quasi tutti accettati. La pattuizione di importi “a corpo” per la prestazione richiesta, impone automaticamente di dover sposare l’idea che non esistano più tariffe minime e massime, o meglio che non esista più un tariffario professionale.

Personalmente, ritengo che tale approccio consenta al cliente di avere col proprio avvocato un rapporto improntato, sin da subito, ad una maggiore trasparenza . L’indicazione della polizza assicurativa professionale è segno di cautela ed accortezza da parte di questo studio legale che, da sempre, ha inteso garantire potenzialmente una copertura per i danni, potenzialmente cagionabili a terzi nell’esercizio della propria attività, senza tuttavia aver mai dovuto ricorrere – fortunatamente – alla compagnia di assicurazione. Peraltro, l’indicazione della polizza professionale RC terzi, per i colleghi che ne siano dotati naturalmente, è già da tempo obbligatoria dalla normativa in materia siti web degli studi legali, e come tale nota a tutti, clienti e non.

Alla fine dei conti, gli elementi di novità che hanno scatenato chissà quali polemiche sono ben pochi, se non nessuno. Forse l’attuale Governo ha voluto farci capire che, più che di liberalizzazioni, dovrebbe più giustamente parlarsi di “modernizzazione della professione forense”. Non dimentichiamo che la Legge Professionale Forense è un Regio Decreto del ’33, che è rimasta tale salvo piccole modifiche, ma che, dato il continuo divenire a cui l’era digitale assoggetta la nostra realtà professionale attimo per attimo, sarebbe il caso di adeguare ai nostri tempi.

(Avv. Berardo Di Ferdinando)

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