201104.16
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Anatocismo: continua la disapplicazione del “milleproroghe”. Giustizia ai correntisti.

Dopo Treviso e Benevento e Ancona, anche il Tribunale di Marsala e quello di Ivrea si sono schierati contro il “milleproroghe” e contro la sua norma “pro banca”, che pare proprio concepita per cancellare i diritti dei correntisti bancari. Fortunatamente, anche il Tribunale di Marsala ha reso giustizia ad un correntista il quale ha ottenuto il rimborso di € 35.000,00. Idem dal Tribunale di Ivrea, che ha condannato una banca a rimborsare ad un correntista € 15.000,00. Al di là degli importi – esigui od elevati –  quello che più conta è che trasversalmente lungo il territorio nazionale si va quotidianamente rafforzando un orientamento favorevole alla disapplicazione della norma inserita nel “milleproroghe” che, con due righe lapidarie ma decisive, avrebbe voluto spazzare via tutte le cause in corso, e dissuadere dal fare causa tutti coloro che avrebbero voluto invece richiedere rimborsi. Insomma, un vero e proprio “colpo di spugna”. Ma i Tribunali non sembrano d’accordo, e continuano a seguire le indicazioni offerte non più di tre mesi fa dalle Sezioni Unite della Cassazione, secondo cui la prescrizione, ossia il decennio entro il quale tutti i correntisti possono richiedere i rimborsi per gli addebiti operati in tutto il periodo del rapporto, inizia a decorrere dalla chiusura del conto. Dunque, per i rapporti bancari ancora aperti, la prescrizione non decorre, e quindi chiunque abbia ancora in corso un rapporto di conto corrente, a prescindere dalla durata del rapporto, può agire contro la banca per ottenere il rimborso degli anatocistici (interessi su interessi). I Tribunali di Treviso, Marsala, Ivrea e molti altri, sono concordi nel non applicare la norma “salvabanche”, ed altri Tribunali italiani alcuni hanno sollevato davanti alla Corte Costituzionale la questione di illegittimità. Il braccio di ferro tra correntisti e banche procede serrato, e sembra proprio che questa volta le banche non verranno salvate dalla ennesima “leggina” fatta apposta per loro. Con ogni probabilità la criticata legge verrà spazzata via dalla Corte Costituzionale; nel frattempo i correntisti possono continuare a far valere le loro legittime ragioni.

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